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Pianificazione della tipologia di sorgenti luminose

Pianificazione della tipologia di sorgenti luminose

Il P.C.I.P. intende, in questa fase di Pianificazione Generale, indicare le linee di intervento operativo che possono portare alla ottimizzazione delle tipologie di impianto rispetto alle esigenze e alle peculiarità di ogni zona della città.

Per tale motivo viene riportato in un quadro d'insieme, visibile negli elaborati grafici specifici, il corretto approccio all'illuminazione funzionale cittadina sia per quanto riguarda il "colore della luce" (tipologia delle lampade) sia per le caratteristiche degli apparecchi di illuminazione.

Per entrambi i temi è stato configurato il medesimo iter lavorativo, partendo dalla suddivisione morfologica e funzionale delle diverse zone della città. In particolare si sono individuati e definiti i seguenti ambiti morfologici:

  • L'ambito AREA, che definisce funzionalmente e morfologicamente le zone omogenee, visualizzandole con campiture grafiche simili;
  • l'ambito RETE, che definisce funzionalmente e morfologicamente i principali assi viari presenti sul territorio fiorentino, visualizzandoli con campiture grafiche differenti in relazione al ruolo nella città
  • l'ambito NODO, che definisce funzionalmente e morfologicamente i principali svincoli e intersezioni della rete viaria, campiti in maniera differente in relazione al ruolo di guida visiva che si intende dare alla luce lungo la rete viaria.

La distribuzione delle differenti tipologie di lampada sul territorio è espressa associando ad ogni singolo ambito morfologico gli elementi essenziali per la qualità della percezione:

  1. il colore della luce prevalente allo stato attuale, evidenziando dallo spettro luminoso delle sorgenti installate e confrontato con la curva di risposta sensibile del nostro occhio in condizioni di percezione fotopica e scotopica;
  2. i colori ed i materiali prevalenti in quell'ambito, rappresentati dalle superfici stradali e degli edifici ad essi prospicienti; ad ogni materiale è stato associato un colore prevalente all'interno del diagramma cromatico CIE (Commission Internationale de l'Eclaraige);
  3. lo spettro delle sorgenti luminose previste per quell'ambito dallo strumento di pianificazione, in modo da metterne a confronto le qualità intrinseche di resa cromatica e tonalità di luce rispetto a quelle esistenti, con obiettivo migliorativo;
  4. le prestazioni minime delle sorgenti luminose pianificate, con indicati gli obiettivi percettivi da perseguire.

Il confronto della luce artificiale con quella naturale (solare) è indice di confronto per la migliore risposta possibile alla qualità della percezione del nostro occhio in condizione diurna.

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