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La produzione e la distribuzione del gas

La produzione e la distribuzione del gas

Nessuno a Firenze sapeva negli anni '40 del XIX secolo come produrre il gas. Ben 24 persone, dal direttore fino ai cinque fuochisti, occupavano stabilmente l'officina di produzione. Il mestiere più duro era quello dei fuochisti, reclutati fra gli uomini più forti e resistenti, non infrequentemente contadini disoccupati durante la stagione invernale proprio quamdo il bisogno di illuminazione si faceva sentire maggiormente. Le altre due fasi della lavorazione erano la distillazione e la distribuzione, cui si dedicavano altri operai.

Particolarmente delicata resultava la fase della depurazione, in seguito alla quale il gas giungeva ai gasometri, due grandi campane di ferro del diametro di 6 metri e un'altezza di 3. Dal gasometro pessava nelle tubature ed infine raggiungeva i becchi, non senza subire gravissime dispersioni.
Fra tutte, la figura che ben presto divenne la più familiare nell'ambito del mondo della produzione e della distribuzione del gas fu quella dell'accenditore, il cui compito consisteva appunto nell'accendere lampioni e lanterne e di controllarne il funzionamento.

Luogo sconosciuto e per questo ancor più affascinante, il gasometro ispirò nel 1870 il famoso sonetto di Renato Fucini intitolato "Er gasse":

C'è 'n terra tante asse
Ripiene d'un motriglio giallo giallo.
Poi c'è dell'acqua, 'n celte stanze basse;
C'éne de' tubi di ferro metallo,
C'è de' folnelli, c'è 'r carbone a masse….
C'è tante rote e 'un c'è neanch'un cavallo!
Tu vedessi che puzzo di bitume!
E quand'è fatto va drent'un condotto,
E piglia fòo. Bimbo mio che lume!

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