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La sconfitta del gas

La sconfitta del gas

Fu allora che si fece avanti la società elettrica tedesca Schuckert, chiedendo di poter impiantare a Firenze un'officina per la produzione e la trasmissione di energia elettrica.

La compagna tedesca fondò per l'iniziativa fiorentina la Società Toscana per le Imprese Elettriche, da cui derivò la Società Anonima Cooperativa di Elettricità, creata nel gennaio del 1897, alla quale andò una concessione per la produzione e distribuzione di energia elettrica della durata di trent'anni.

I posti di comando della società vennero occupati prevalentemente dai soci fiorentini, ma i capitali del gruppo erano quasi interamente tedeschi: a fronte di 3.760 azioni nel portafoglio della Schuckert, solo 80 erano invece detenute dagli imprenditori locali.

Fu la zona di Porta alla Croce ad essere prescelta per la conduzione della centrale elettrica, mentre una o più stazioni secondarie sarebbero state dislocate in altri punti della città. Alla fine di ottobre del 1898 l'impianto entrava in funzione e la rete elettrica si espanse rapidamente.

I francesi in sostanza, più o meno abtorto collo, tollerarono una parziale sostituzione del gas con l'energia elettrica nell'ambito dell'utenza privata, ma s'irrigidirono sull'illuminazione pubblica, senza capire che ormai per il settore del gas stava cominciando una nuova epoca segnata da un declino inarrestabile. Ottennero così di poter realizzare nel 1896 il quarto ed ultimo gasometro, di 35 m. di diametro.

La sconfitta nella concorrenza con l'elettricità era inesorabile: al gas non restava che il passaggio verso gli usi domestici.

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