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Il metodo AUER

Il metodo AUER

Prima del definitivo ripiegamento, il gas giocò l'ultima carta. L'avvento dell'elettricità infatti dette un nuovo impulso ai tentativi di applicare un metodo in grado di ridurre il consumo pur fornendo la stessa intensità luminosa delle lampadine. Un'innovazione del genere fu messa a punto dal chimico austriaco Carlo Auer von Welsbach, il quale brevettò nel 1885 una reticella incandescente, che impregnata di una miscela di ossidi, rappresentò una vera e propria rivoluzione nel campo dell'illuminazione a gas.

Grazie al ritrovato di Auer infatti era possibile godere di una luce cinque volte più intensa a parità di consumo. Fu la nuova reticella a permettere al gas di differire la propria scomparsa dal settore dell'illuminazione fin oltre la fine dell'Ottocento.

A Firenze la reticella Auer arrivò con grande ritardo; né la società francese né gli amministratori comunali si resero conto dei benefici che la novità era capace di apportare. Così, almeno nei sobborghi della città, funzionerà addirittura fino al 1918 l'illuminazione a petrolio, mentre una delle innovazioni tecnologiche più rilevanti della storia dell'industria del gas riceverà scarsa attenzione.

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