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La Valdarno

La Valdarno

Non senza contrasti e dissidi, il Comune di Firenze il 7 dicembre 1922 firmava un contratto con la Società Minerarie ed Elettrica del Valdarno, che l'anno successivo avrebbe mutato la propria ragione sociale escludendo il riferimento minerario.

Il contratto stipulato con la società elettrica toscana, che fu il primo di una lunga serie, prevedendo l'installazione di quasi 300 nuove lampade e non trascurava nemmeno la completa sostituzione delle lampade ad arco con quelle ad incandescenza.

Si apriva in tal modo una nuova fase della storia dell'illuminazione pubblica della città. La società avviò con convinzione un ampio progetto di potenziamento della illuminazione pubblica, che includeva anche l'estensione del perimetro illuminato elettricamente.

I progressi ottenuti nel primo decennio successivo al contratto iniziale del 1922 non furono di poco conto: se nell'anno della marcia su Roma l'intensità luminosa complessiva della città ammontava a 317.175 candele, nel 1932 tale cifra toccava quasi i due milioni.

Nel 1933 la Valdarno si fuse con la Società Ligure Toscana di Elettricità, creando la SELT-Valdarno, che in pretica restò in vita , gravitando nell'orbita della società elettrica Centrale, fino alla nazionalizzazione dell'energia elettrica.

Cinque anni dopo in occasione della visita di Hitler a Firenze, la città offriva uno spiegamento straordinario di luci, comprese le famose lampade Zeiss piazzate sul percorso.

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