| La guerra spinse verso la
definitiva maturazione dell'apparato industriale italiano, compreso
il settore energetico. Furono comunque anni difficili per l'illuminazione
pubblica in tutte le città italiane: la mancanza di carbone
infatti ne limitò sensibilmente le potenzialità.
In più la paura dei bombardamenti indusse le autorità
ad ordinare l'oscuramento notturno.
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Il 31 marzo 1916
avvenne in città la prima prova di oscuramento generale.
La drastica riduzione dell'illuminazione a gas e l'interruzione
quasi totale dell'erogazione di energia elettrica lasciarono
la città al buio per più di tre anni. Anche a
guerra terminata Firenze comunque continuò a soffrire
di una pessima illuminazione; la fine dell'emergenza non portò
il miglioramento auspicato e in città i mugugni si fecero
consistenti.
L'annunciato ripristino dell'illuminazione pubblica tardò
infatti a tradursi in realtà: soltanto nel 1921 il servizio
venne del tutto riattivato e la città riassunse l'aspetto
di prima della guerra.
Gli anni 20 sono cruciali
ai fini della storia dell'illuminazione pubblica in quanto che
segnano il definitivo abbandono del gas. In quel decennio viene
avviata da parte del Comune la progressiva sostituzione delle
vecchie lampade a gas. In pratica il gas sparì dalle
strade della città per rifugiarsi nelle case della gente.
Le 1.463 lanterne a gas ancora in funzione nel 1928,
quattro anni dopo si erano ridotte a 52.
Gli unici lampioni a gas che riuscirono a resistere all'ondata
di piena dell'elettricità furono quelli situati in alcuni
degli angoli più suggestivi della città, fra cui
piazzale Michelangelo e Bellosguardo: il gas si era trasformato
ormai in un elemento romantico dell'arredo urbano, quasi facesse
parte di un passato già distante.
La crescente spinta verso la motorizzazione intanto stava ridisegnando
il rapporto fra illuminazione pubblica ed ambiente urbano. Aumentando
il traffico stradale si faceva più stringente il bisogno
di illuminare il centro della strada più dei marciapiedi.
I lampioni a stelo o a mensola deposti lungo le strade fornivano
la luce a che camminava, le nuove lampade sospese in mezzo alla
strada invece dovevano guidare nel buio chi vi transitava alla
guida di un'automobile.
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