Il contratto stipulato con la società
elettrica toscana, che fu il primo di una lunga serie, prevedendo
l'installazione di quasi 300 nuove lampade e non trascurava
nemmeno la completa sostituzione delle lampade ad arco con quelle
ad incandescenza.
Si apriva in tal modo una nuova fase della storia dell'illuminazione
pubblica della città. La società avviò
con convinzione un ampio progetto di potenziamento dellailluminazione
pubblica, che includeva anche l'estensione del perimetro illuminato
elettricamente.
I progressi ottenuti nel primo decennio successivo al contratto
iniziale del 1922 non furono
di poco conto: se nell'anno della marcia su Roma l'intensità
luminosa complessiva della città ammontava a 317.175
candele, nel 1932 tale
cifra toccava quasi i due milioni.
Nel 1933 la Valdarno si fuse
con la Società Ligure Toscana di Elettricità,
creando la SELT-Valdarno, che in pretica restò in vita
, gravitando nell'orbita della società elettrica Centrale,
fino alla nazionalizzazione dell'energia elettrica.
Cinque anni dopo in occasione della visita di Hitler a Firenze,
la città offriva uno spiegamento straordinario di luci,
comprese le famose lampade Zeiss piazzate sul percorso.
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