| La SILFI,
concessionaria del servizio di illuminazione pubblica urbana,
è la prima società a capitale misto operante in
questo settore. Nel momento in cui la formula fu concepita,
ne apparve immediatamente l'originalità e una simile
caratteristica non è venuta meno nel corso degli anni;
la dimostrazione della riconosciuta validità di questo
incontro tra pubblico e privato la fornì la stessa favorevole
accoglienza che la proposta ottenne da parte di tutte le forze
politiche e degli esperti del settore dell'epoca della sua formulazione.
La collaborazione fra pubblico e privato sembra dunque imporsi
sempre di più come una risposta adeguata alle crescenti
esigenze nell'ambito dei servizi pubblici. In caso di Firenze
poi appare del tutto significativo; oltre alla SILFI infatti
vi opera la Fiorentinagas, frutto anch'essa di un connubio altrettanto
felice fra la mano pubblica e quella privata. Si cominciò
a vagliare l'ipotesi di un incontro di questo tipo verso la
fine del mandato affidato alla ditta Branzanti.
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Le ipotesi prese in considerazione andavano dall'affidamento
del servizio all'ENEL o alla Fiorentina Gas fino alla costituzione
di un'azienda municipalizzata, forma che in realtà a
Firenze, ma anche in Toscana, non ha mai goduto di una fortuna
particolare neppure all'inizio del secolo, quando la legge sulla
municipalizzazione, che risale al 1903,
si presentò sulla ribalta nazionale come primo caso di
imprenditoria pubblica.
La commissione speciale formata appositamente per la scelta
definitiva, commissione di cui facevano parte tutte le forze
politiche rappresentate in Consiglio Comunale, indicò
la soluzione che poi ha prevalso. L'obbiettivo consisteva nell'individuare
un organismo dotato al contempo di agilità economica
e di garanzie di efficienza gestionale; si voleva che un tale
organismo potesse avvalersi delle strutture e delle normative
nel settore privato senza però che venisse meno il controllo
pubblico. La suddivisione delle quote, il 70% al privato e il
restante 30% al pubblico, fu ritenuta adeguata in base proprio
alle esigenze manifestate con chiarezza di intenti fin dall'inizio.
Si trattava comunque di una scelta coraggiosa, che il Comune
di Firenze prese non prima di un lungo dibattito e che tuttora
costituisce un esperimento imitato da molte altre realtà
urbane.
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Dal punto di vista giuridico l'ordinamento italiano tace su
formule del tipo di quella adottata per la costituzione della
SILFI, anche se in tempi recenti non è mancata una notevole
proliferazione di esempi simili. La gestione del servizio in
effetti nella configurazione assunta dalla SILFI garantisce
l'agilità richiesta oltre ad un elevato grado di funzionalità
non facilmente conseguibile viceversa con differenti soluzioni.
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La perdita da parte della pubblica amministrazione dei connotati
più pesantemente burocratici rappresenta il presupposto
necessario per una buona gestione.
La scelta del partner dunque rivestiva in questa ottica un'importanza
enorme. L'affidabilità la ditta Branzanti se l'era
conquistata sul campo durante il periodo di manutenzione degli
impianti.
La stessa esperienza accumulata dal personale era considerata
un patrimonio da non disperdere. L'ipotesi che la'appalto,
se si fosse imboccata questa strada, fosse potuto finire nelle
mani di una ditta esterna - o addirittura debuttante in questo
settore - e dunque ignara delle peculiarità fiorentine
in tema di illuminazione, spaventa gli amministratori della
città. Il contesto in cui tale riflessione si svolse
era del resto di assoluta soddisfazione; Firenze infatti nel
1982 era già una città ben illuminata da ogni
punto di vista e un peggioramento non era reputato in nessun
modo accettabile. Un altro fatto poi attirava in modo particolare
Palazzo Vecchio: il conferimento da parte del Comune di attrezzature
proprie gli permetteva infatti di trovarsi nella favorevole
situazione di non dover sborsare alcunché per entrare
a far parte della società.
Il 26 ottobre 1982 così
il Consiglio Comunale deliberava la costituzione di una società
per azioni per la gestione del servizio di manutenzione degli
impianti di pubblica illuminazione. Per la nuova società,
che prese il nome di SILFI, venne fissato un capitale di 750
milioni di lire, raddoppiato nell'aprile del 1990 in virtù
dei positivi risultati di bilancio conseguiti. A fronte del
conferimento del 30% della quota, il Comune si riservava di
nominare il presidente del Consiglio di Amministrazione, composto
da cinque membri, insieme con il diritto irrevocabile di opzione
sulla quota privata oltre all'impegno imposto di non cederla
senza il reciproco consenso. La delibera inoltre obbligava
la società a reinvestire parte degli utili ottenuti,
oltre a quelli di legge, per una quota non inferiore al 25%.
Due anni dopo il 28 dicembre 1984, il sindaco Conti firmava
per il Comune l'atto di nascita della Silfi: la gestione della
neonata società era avviata nel luglio dell'anno successivo.
Nel dicembre del 1987 veniva
inaugurata la nuova sede della società in via dei della
Robbia, dove funziona attualmente una centrale operativa che
accende e spegne quotidianamente le luci della città.
Inoltre dal 1 gennaio 1990
al dicembre 1992 la Silfi,
in raggruppamento d'impresa, ha gestito la manutenzione degli
impianti semaforici televisivi e di controllo del traffico
e la manutenzione della segnaletica orizzontale e verticale
del Comune di Firenze. Un bilancio a dieci anni dalla nascita
fa risaltare i buoni risultati dellailluminazione pubblica
urbana fiorentina: i punti luce esistenti nel territorio comunale,
il 1° gennaio 1994,
ammontano complessivamente a 30.377 così ripartiti
nei cinque quartieri:
Quartiere 1: 8.962
Quartiere 2: 5.974
Quartiere 3: 3.994
Quartiere 4: 4.387
Quartiere 5: 7.060 |
L'Intera rete suddivisa in 558 tronchi di impianti che servono
oltre 2.000 tra vie e piazze della città per uno sviluppo
di circa 700 Km. Ogni anno vengono bruciate in città
circa 20.000 lampadine. Negli ultimi anni la progressiva sostituzione
delle lampade ad incandescenza con lampade fluorescenti ha
permesso consistenti risparmi energetici. Fra le realizzazioni
di impianti di illuminazione di particolare significatività
vanno segnalati il nuovo impianto che illumina le facciate
degli Uffizi, quello delle antiche porte della città,
delle facciate di Palazzo Strozzi in occasione della Mostra
Biennale dell'Antiquariato, la risistemazione dell'impianto
di illuminazione della Basilica di San Miniato al Monte, Piazza
della Repubblica e Loggia dei Lanzi.
Andrea
Giuntini
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