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L'obiettivo dunque diventava aggirare il
monopolio in possesso dei francesi; per questo il comune si
servì dei migliori legali della città. Venne così
sottoscritta una prima bozza di accordo con la Société
anonyme belge pour éclairage et trasmission életriques
à longue distance, che però abbandonò
inspiegabilmente, facendo felice il celebre Yorick, al secolo
Pietro Coccoluto Ferrigni, il giornalista fiorentino più
famoso del tempo, contrario all'approvazione del capitolato
con i belgi. Si aprirono quindi ulteriori spazi di manovra per
altre trattative, che portarono alla stipulazione di un primo
contratto con la Edison, che prevedeva l'installazione di 30
lampade elettriche ad arco nel centro cittadino. A questa
prima concessione ne seguirono altre, che lentamente stavano
infrangendo il tanto aborrito monopolio.
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Così dopo la Edison fu la volta
dell'Internationale Electricitaets Gesellschaft di Vienna, alla
quale venne egualmente affidata una concessione parziale. La
prudenza che guidava le scelte del Comune fece preferire dunque
la divisione dei rischi fra più imprese, anche a costo
di frazionare l'illuminazione pubblica.
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L'illuminazione elettrica, limitatamente
al perimetro compreso fra piazza della Signoria e piazza Santa
Trinita, esordì a titolo di esperimento nel luglio 1890.
Immaginabile la reazione della Lyonnaise, che citò l'amministrazione
fiorentina in tribunale, il quale accolse l'opposizione dei
francesi suscitando profondi malumori in città. In sostanza
i giudici sostenevano la tesi dell'illegittimità da parte
del Comune di affidare a altri la concessione del servizio di
illuminazione elettrica. Dal punto di vista strettamente giuridico
l'esito del confronto non faceva una piega e anche le successive
sentenze furono del medesimo tenore. La lunga contesa fra il
Comune e la società del gas ebbe vasta risonanza in tutta
la città e i giornali ne trattarono a lungo. .
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Lo scontento provocato dalla bassa qualità
del servizio offerto dai francesi era generale. La sentenza
emessa dal Tribunale fiorentino condizionò molte altre
vicende consimili in tutta Italia, dando avvio a una serie di
decisioni ovunque sfavorevoli alle amministrazioni locali. Ma
tutto cambiò con la legge del 7 giugno 1894,
che consegnava al prefetto la competenza rispetto alla posa
di condutture elettriche in città e quindi anche la titolarità
delle concessioni stesse. In questo modo veniva meno ogni motivo
di contrasto sul preteso monopolio da parte delle società
del gas. Grazie alla nuova normativa, la Cassazione poteva ribaltare
nel 1903 la tendenza consolidata,
annullando le precedenti sentenze favorevoli alla Lyonnaise.
Si trattava di una svolta decisiva nella concorrenza fra gas
ed elettricità e quindi nella storia stessa dell'industria
del gas. |
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